Cannabis light, è legale

Cannabis light, è legale

Cos’è la Cannabis light?

La cannabis cosiddetta light, ovvero leggera, si ricava da infiorescenze femminili della Canapa Sativa poverissime del principio attivo stupefacente ormai ultranoto, il THC. Esso è presente in percentuali inferiori allo 0,2%, limite stabilito dalla legge, ed è liberamente vendibile sul territorio nazionale. Il 2013 è stato in Italia l’anno della riscoperta di un’antica coltivazione, quella della canapa. Da nord a sud sono stati numerosi gli agricoltori che hanno deciso di convertire i loro terreni a questa coltura

L’idea della “marjuana che non sballa” viene dalla Svizzera in cui è stata autorizzata come sostituto del tabacco e venduta in pacchetti del tutto analoghi a quelli che contengono sigarette. Per comprendere meglio la portata che in Svizzera ha assunto in brevissimo tempo il fenomeno della cannabis leggera può bastare sapere che sono già un migliaio le aziende agricole che hanno richiesto il permesso per produrre infiorescenze di canapa con contenuti legali di Thc per rifornire le aziende che commerciano la marijuana light.

L’arrivo in Italia ha destato enorme interesse, tanto che diverse aziende già sono attive in questo senso a l’apertura di molte altre è prevista nel 2018.

Cosa contiene la cannabis legale?

Come abbiamo già detto, la cannabis light contiene THC (tetraidrocannabinolo) in concentrazioni minime, il che rende il prodotto non psicoattivo, quindi completamente differente dalla cannabis utilizzata per scopi terapeutici (con alti livelli di THC) o illegali e ricreativi.

Altra sostanza importante contenuta nella cannabis light è il CBD (cannabidiolo), anch’esso non psicoattivo, dall’effetto decisamente rilassante. Attualmente il CBD è oggetto di ricerca e approfondimento per i suoi effetti sedativi, ipnotici, anticonvulsivanti, antidistonici (ossia limita le contrazioni muscolari involontarie), antiossidanti e antinfiammatori.

Quali sono i limiti del THC previsti dalla legge?

La legge 242 del 2 dicembre 2016 si è espressa in merito alla coltivazione e alla filiera agroindustriale della canapa, indicando come limite per il THC 0,2%. Tuttavia tale legge crea un cuscinetto di esenzione di responsabilità per l’agricoltore nel caso in cui i risultati ad un controllo rivelino un tenore di THC superiore a 0,2% ma inferiore a 0,6%. Appare chiaro quindi poter concludere che i limiti di legge riguardo al THC per non incorrere in sanzioni amministrative o penali devono essere inferiori allo 0,6%.

Che tipo di controlli o sanzioni sono previsti dalla legge?

Il Corpo forestale dello Stato e’ autorizzato a effettuare i necessari controlli, compresi i prelevamenti e le analisi di laboratorio, sulle coltivazioni di canapa, fatto salvo ogni altro tipo di controllo da parte degli organi di polizia giudiziaria eseguito su segnalazione e nel corso dello svolgimento di attivita’ giudiziarie.

Qualora gli addetti ai controlli reputino necessario effettuare i campionamenti con prelievo della coltura, sono tenuti a eseguirli in presenza del coltivatore e a rilasciare un campione prelevato in contraddittorio all’agricoltore stesso per eventuali controverifiche.

Se l’esito del controllo rivelasse un contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ma entro il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilità sarebbe posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni di legge.
Qualora a seguito di un accertamento  risultasse che il contenuto di THC nella coltivazione e’ superiore allo 0,6 per cento, le coltivazioni di canapa diverrebbero oggetto di sequestro o distruzione.

Si può fumare la cannabis light?

Sembra un controsenso immaginare di acquistare infiorescenze di cannabis light presso un rivenditore autorizzato senza poterle fumare, magari solo per collezione. La verità è che a casa propria poi ciascuno fa ciò che crede, ma leggendo bene le etichette si evince che il prodotto è “non atto alla combustione”. E allora a cosa serve? La verità è che al momento sussiste un vuoto normativo e la destinazione d’uso della cannabis light non è ancora stata indicata. Al momento la legge si esprime sui limiti del THC, sulla coltivazione e sulla vendita, ma non sull’uso.

 

Autore

Freefarma

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