Probiotici: cosa sono, come e quando usarli

Probiotici: cosa sono, come e quando usarli

Probiotici: cosa sono, come e quando usarli

Secondo il Ministero della Sanità (2005), per ALIMENTI PROBIOTICI s’intendono quegli ALIMENTI che contengono, in numero sufficientemente elevato, microrganismi (microrganismi probiotici) vivi ed attivi, in grado di raggiungere l’intestino ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale attraverso una COLONIZZAZIONE DIRETTA.

Quali caratteristiche devono avere i probiotici?

Innanzitutto, diamo la definizione di ceppo probiotico. Un CEPPO PROBIOTICO, così viene definito un tipo omogeneo di batteri, deve essere prima di tutto caratterizzato e ben definito. Ogni specie di batteri (Lactobacillus, Bifidobacterium, Saccharomyces, ecc.) comprende ceppi diversi (es. Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus johnsonii LA1, Lactobacillus rhamnosus GG, ecc.) con benefici differenti, che solo la caratterizzazione consente di attribuire correttamente al probiotico.

Per poter essere definiti tali, i PROBIOTICI assunti per bocca devono superare l’ambiente dello stomaco a pH acido e sopravvivere fino a raggiungere l’intestino, dove possono modificare la microflora batterica (detta microbiota) che, in condizioni di salute, si mantiene più o meno costante. Solo nel colon, dove si ha la concentrazione maggiore, si stima la presenza di 400 specie diverse di batteri. Questi ceppi sono il risultato di una forte pressione selettiva che ha agito nel corso dell’evoluzione. Tuttavia, ciascun individuo possiede nel proprio intestino una comunità batterica unica.

Quando dobbiamo usare i probiotici?

L’assunzione orale di probiotici è stata associata a molteplici effetti benefici perché aiuta a ristabilire l’equilibrio della flora intestinale. I probiotici sono sicuramente utili nei casi di diarrea acuta e negli episodi di diarrea del viaggiatore, durante il periodo di trattamento con terapie antibiotiche, nella sindrome dell’intestino irritabile, intossicazioni, intolleranze alimentari, candidosi e stitichezza.

Quali probiotici utilizzare?

Abbiamo già discusso sul fatto che il microbiota umano è composto da diverse specie di ceppi batterici, risultato della pressione selettiva nel corso dell’evoluzione e dall’influenza dell’ambiente circostante. Sarebbe una buona norma, pertanto, alla luce di quanto detto, usarne uno polivalente, contenente più specie batteriche contemporaneamente.

Occorre, però, fare una distinzione tra probiotici di transito e stanziali. I probiotici di transito creano un ambiente favorevole per l’insediamento di altri fermenti e andrebbero, pertanto, assunti con 3-5 dosi giornaliere per assicurare una copertura adeguata.

I probiotici stanziali, invece, sono quelli che si insediano e colonizzano l’intestino e possono essere integrati anche una sola volta al giorno. I lattobacilli e i bifidi appartengono a questa categoria. Le specie più utilizzate sono:

  • Lactobacillus Acidophilus, consigliato nel trattamento di infezioni urinarie e recidive di candidosi, è in grado di produrre acidofillina, una sostanza ad azione antibiotica.
  • Lactobacillus Rhamnosus, un vero disintossicante intestinale.
  • Lactobacillus Reuterii riduce durata, intensità e frequenza delle coliche gassose del lattante.
  • Lactobacillus Plantarum previene la formazione di gas intestinali ed è utile anche in caso di colite e colon irritabile;
  • Lactobacillus Salivarius aiuta in caso di infiammazioni dell’intestino, come colon irritabile e coliti ulcerose.
  • Bifidobacterium bifidum migliora la reazione del sistema immunitario; andrebbe consigliato ad anziani e bambini.

Come devono essere assunti i probiotici?

Al contrario di ciò che comunemente si crede, i batteri probiotici andrebbero preferibilmente assunti durante i pasti, poichè il cibo li protegge dall’acidità dello stomaco e consente loro di raggiungere l’intestino in piena vitalità; il cibo agisce, infatti, da veicolo per attraversare alcune zone dell’apparato digerente a pH acido. Alcune nuove formulazioni sono gastroprotette e possono essere assunte a digiuno.

Probiotico o prebiotico?

Prebiotico e probiotico sono due termini che indicano sostanze completamente diverse. Occorre evitare assolutamente di fare confusione.

Il termine PREBIOTICO indica quelle sostanze d’uso alimentare che, non essendo né digeribili né assorbibili dall’intestino, sono tuttavia estremamente importanti nel favorire la crescita di batteri utili.
 Il Ministero della Salute definisce prebiotico “una sostanza di origine alimentare non digeribile che, se somministrata in quantità adeguata, porta beneficio al consumatore grazie alla promozione selettiva della crescita e/o dell’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale, o assunti contestualmente al prebiotico”.

I prebiotici sono fondamentalmente fibre alimentari solubili che si trovano nella frutta (ad esempio nella banana) e nella verdura (ad esempio negli asparagi, nella cipolla e nelle carote).

Grazie alle loro proprietà prebiotiche, le fibre alimentari sono spesso utilizzate nelle formulazioni, unite ai probiotici, per potenziare l’effetto di quest’ultimi sulla flora intestinale e generare benefici all’intestino.

Categories: Diete, Salute e benessere

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Freefarma

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