Cos’è la scabbia e come si contrae

Cos’è la scabbia e come si contrae

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Che cos’è la scabbia

La scabbia è una malattia dermatologica che interessa nella stessa maniera tutte le classi socio-economiche, senza alcuna distinzione riguardo al sesso o l’età; può colpire sia i bambini sia gli adulti, anche se cambiano le modalità di trasmissione. Per quanto riguarda gli adulti, infatti, la scabbia si trasmette prevalentemente (ma non solo) per via sessuale. Non è raro, infatti, che l’infezione coinvolga anche intere famiglie, trasmettendosi attraverso contatti prolungati tra la pelle di due persone, ma anche mediante indumenti condivisi, stoviglie, asciugamani e biancheria da letto. Occorre specificare che contrarre la scabbia utilizzando lo stesso letto o gli stessi asciugamani di una persona infetta è piuttosto difficile, ma possibile, soprattutto se non si rispettano alcune elementari norme igieniche e se il paziente è affetto dalla scabbia a croste, che si caratterizza per un’infestazione da acari ancora più massicci. Fino a qualche decennio fa, l’infezione sembrava in via di estinzione; oggi, però, la malattia improvvisamente è tornata a diffondersi tra tutte le classi sociali. Si pensa che a favorire le nuove infezioni siano fattori come i frequenti viaggi intercontinentali, le recenti e massicce migrazioni e, non da ultimo, la promiscuità sessuale. Da dati riportati a chiusura dello scorso anno, è risultato che circa Il 10% dei migranti arrivati in Italia nel 2015 era affetto da scabbia o altre parassitosi cutanee.

Che cosa causa la scabbia?

La scabbia è causata dall’infestazione da parte di un acaro, Sarcoptes scabiei. Dopo un periodo di incubazione di circa quattro settimane, la maggior parte dei pazienti sviluppa un intenso prurito a livello della zona interessata, con esacerbazione di notte o dopo il bagno. Sulla pelle, si manifestano eruzioni rossastre, simili a vesciche pruriginose, che sono la conseguenza delle ripetute punture degli acari. La diagnosi si fonda sulla dimostrazione dell’acaro all’interno di una papula o cunicolo. Spesso, però, l’acaro è difficile da evidenziare. La femmina adulta presenta un corpo tondeggiante ed una lunghezza di 0,5mm, che si annidano sullo strato più superficiale dell’epidermide, dove depongono le loro uova facendo sì che, in assenza di cure antibiotiche specifiche, la malattia proliferi indisturbata.

Come si cura la scabbia?

È bene precisare che la scabbia non è una malattia letale, ma una banale patologia dermatologica, che con la giusta terapia può essere facilmente curata. L’intervento farmacologico prevede l’utilizzo di pomate e trattamenti topici. Tra i rimedi più utilizzati troviamo:

  • la permetrina in crema al 5%, che va spalmata sulla pelle asciutta e poi rimossa (dopo 8-12 ore) con un bagno o una doccia. La permetrina è un derivato sintetico dell’insetticida piretro, che interferisce con le proteine di trasporto del sodio dell’insetto, determinando neurotossicità e paralisi. Il trattamento prevede un primo ciclo della durata di due/tre giorni per uccidere gli acari adulti, e un secondo ciclo che va ripetuto a distanza di una settimana per uccidere le larve appena nate.
  • il benzoato di benzile al 10-20%, leggermente più irritante per la cute ma ad azione più rapida: basta applicarlo mattina e sera per tre giorni consecutivi lavandosi poi al quarto giorno.
  • Il lindano, appartenente alla classe dei composti organo clorurati, determina iperstimolazione neurale con potenziale paralisi del parassita. A causa di diversi casi di neurotossicità nell’uomo, il lindano è ormai classificato come farmaco di seconda scelta nel trattamento della scabbia.
  • Altri farmaci topici per la scabbia, meno efficaci, comprendono il crotamitone al 10% in crema e lozione e la preparazione magistrale di precipitato di zolfo al 5% in vaselina. Quest’ultima può essere impiegata in gravidanza o durante l’allattamento (sempre dopo avere consultato un medico).

Misure complementari

I familiari e le persone che sono stati a stretto contatto con il malato devono essere sottoposte contemporaneamente allo stesso trattamento, anche se non presentano sintomi, mentre i soggetti a basso rischio, come i compagni di classe o colleghi di lavoro, vanno soltanto visitati e tenuti sotto sorveglianza.

Categories: Farmaci
Tags: scabbia

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